Campania, Aree Interne sotto Scacco: in ginocchio allevatori e castanicoltori.

Pascoli vietati, castanicoltura paralizzata e un muro di silenzio dalle istituzioni. CIA Agricoltori Italiani Campania minaccia la mobilitazione

A cura di Redazione
07 aprile 2026 21:30
Campania, Aree Interne sotto Scacco:  in ginocchio allevatori e castanicoltori. -
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Quella che doveva essere una norma di gestione ambientale si è trasformata in una mannaia sull’economia rurale della Campania. La Delibera di Giunta Regionale (DGR) n. 617 del 14 novembre 2024, riguardante i siti Natura 2000, sta provocando un vero e proprio terremoto nelle aree interne, mettendo in ginocchio allevatori e castanicoltori.

Un "Divieto Mascherato" che uccide l'Economia

Secondo la CIA Agricoltori Italiani Campania, la nuova regolamentazione non gestisce, ma proibisce. Il blocco delle fide pascolo e l’impossibilità di convertire i cedui castanili in castagneti da frutto rappresentano un attacco frontale a due settori storici della regione.

"La Regione non sta regolando: sta vietando", attacca la confederazione. "E lo fa nel momento peggiore, tra costi di produzione alle stelle e nuove emergenze fitosanitarie".

Allevamenti a rischio: l'incubo della scadenza PAC

Le ripercussioni sono cronometrate. Senza la concessione dei pascoli, migliaia di aziende agricole si troveranno impossibilitate a dichiarare le superfici necessarie per ottenere i contributi della PAC (Politica Agricola Comune).

Con la scadenza del 15 maggio 2026 ormai prossima, il rischio è duplice:

  1. Perdita totale dei sostegni al reddito, vitali per la sopravvivenza delle stalle.

  2. Riduzione forzata dei capi allevati, con conseguente ridimensionamento di una filiera d'eccellenza.

Castagneti: il paradosso della paralisi

Non va meglio sul fronte forestale. Il divieto di conversione dei castagneti impedisce agli agricoltori di ammodernare gli impianti proprio mentre il cinipide galligeno torna a minacciare i raccolti. Impedire la gestione attiva dei castagneti significa condannarli all'abbandono, aumentando paradossalmente il rischio di incendi e il dissesto idrogeologico che la norma Natura 2000 dovrebbe, in teoria, prevenire.

L'accusa: "Assessorato all'Ambiente assente e silente"

Il bersaglio delle critiche è l’Assessore regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro. CIA Campania denuncia una totale chiusura al dialogo e l'assenza di tavoli tecnici per correggere le storture della delibera.

Stefano Di Marzo, Commissario regionale di CIA Campania, è categorico:

"Non è un errore tecnico, è una scelta politica sbagliata. Si cancellano pratiche storiche senza offrire alternative. È inaccettabile che l’Assessorato continui a sottrarsi al confronto mentre le aziende rischiano un danno irreversibile."

Verso la mobilitazione

Il cortocircuito amministrativo rischia di lasciare inutilizzati ingenti fondi europei, condannando le aree interne allo spopolamento. Ma gli agricoltori non intendono restare a guardare.

"Il tempo delle attese è finito", conclude la CIA. Se non arriveranno correttivi immediati alla DGR 617, la protesta si sposterà dai campi alle strade: allevatori e castanicoltori sono pronti a manifestare sotto i balconi di Palazzo Santa Lucia per rivendicare il diritto a produrre e a presidiare il territorio.

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