Camorra nei palazzi: sciolti i comuni di Sarno e Torre Annunziata

Il Consiglio dei ministri ferma le amministrazioni campane dopo i riscontri sulle infiltrazioni dei clan.

A cura di Redazione
05 giugno 2026 07:27
Camorra nei palazzi: sciolti i comuni di Sarno e Torre Annunziata -
Condividi

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento dei consigli comunali di Sarno e Torre Annunziata per accertati condizionamenti della criminalità organizzata. Il provvedimento, scattato su proposta del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ai sensi dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali, affida la gestione delle due città campane a commissioni straordinarie per un periodo di diciotto mesi. La decisione formale arriva al culmine di una profonda crisi politica e giudiziaria che ha travolto in particolare il centro torrese, dove l'attività degli ispettori prefettizi ha confermato i timori di una sistematica alterazione della macchina amministrativa.

L'intervento governativo giunge a un mese esatto dalle clamorose dimissioni di Corrado Cuccurullo, sindaco alla guida di una coalizione di centrosinistra a Torre Annunziata. Il primo cittadino aveva deciso di fare un passo indietro subito dopo le pesantissime dichiarazioni del procuratore capo Nunzio Fragliasso, che aveva pubblicamente denunciato la presenza di contiguità e inammissibili inerzie burocratiche favorevoli ai clan. Sebbene il comune fosse già stato temporaneamente affidato a un commissario prefettizio dopo l'uscita di scena della giunta, la firma del decreto di scioglimento sposta adesso il ritorno alle urne a una data decisamente più lontana, congelando la vita democratica locale per consentire una radicale bonifica degli uffici pubblici.

Il detonatore politico della vicenda si era acceso il 5 maggio scorso, durante l'evento simbolo dell'inizio della demolizione di Palazzo Fienga, lo storico fortino della camorra locale. In quell'occasione il procuratore Fragliasso aveva gelato la platea delle autorità spiegando che l'abbattimento dell'edificio rischiava di rimanere un'operazione di facciata se non si fosse preso atto delle troppe ombre e delle illegalità interne alla stessa struttura comunale. Una requisitoria durissima che aveva spinto il sindaco Cuccurullo ad abbandonare l'incarico, definendo quelle accuse come un giudizio profondamente ingiusto e lesivo per l'intera comunità torrese.

La svolta del Consiglio dei ministri poggia sui dossier dettagliati redatti dalle commissioni di accesso, che per mesi hanno setacciato appalti, delibere e concessioni edilizie nei territori coinvolti. Per Torre Annunziata si tratta di una dolorosa ricaduta in un percorso di legalità che si sperava consolidato, mentre per Sarno il provvedimento apre una delicata fase di accertamenti sul condizionamento del tessuto istituzionale. Le commissioni straordinarie avranno ora il compito prioritario di ripristinare la trasparenza e spezzare i legami tra la criminalità organizzata e la burocrazia cittadina.

Segui Informazione Sei