14 Comuni

Camorra e rifiuti: maxi-sequestro da 7 milioni a 3 società

Otto indagati, tra amministratori e soci di tre distinte imprese operanti nelle province di Napoli e Caserta.

02 novembre 2026 11:56
Camorra e rifiuti: maxi-sequestro da 7 milioni a 3 società -
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Un sistema capillare e sofisticato per continuare a dominare il settore dello smaltimento dei rifiuti urbani, riciclando i proventi della criminalità organizzata attraverso scatole societarie apparentemente pulite. Con questa accusa la Guardia di Finanza della Compagnia di Ischia ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo d'urgenza emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di otto indagati, tra amministratori e soci di tre distinte imprese operanti nelle province di Napoli e Caserta.

Le indagini hanno permesso di svelare come le tre società, attualmente affidatarie del servizio di nettezza urbana in ben 14 Comuni della Campania, avessero riassorbito e reimpiegato risorse, beni ed asset provenienti da un’ulteriore azienda già pesantemente contaminata da capitali riconducibili al clan dei casalesi.

La svolta investigativa affonda le sue radici nello scorso mese di marzo, quando il GIP del Tribunale partenopeo aveva disposto il primo sequestro delle quote della società madre, considerata il vero e proprio veicolo economico del clan. Da quel momento, per evitare il blocco delle attività e la perdita degli appalti pubblici, gli indagati avrebbero avviato una deliberata operazione di spoliazione dell'attivo societario.

Come ricostruito meticolosamente dai finanzieri di Ischia, l'operazione di maquillage aziendale avveniva attraverso fittizi conferimenti di rami d'impresa e l'interposizione di prestanome formali. Una manovra strategica coordinata per garantire la prosecuzione del servizio nei comuni committenti e mettere al sicuro i contratti d'appalto, per un valore complessivo calcolato in circa 75 milioni di euro.

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