Brucia anche la Montagna di Paolisi: siamo in mano ai delinquenti

Ancora una volta la montagna della Valle Caudina viene ferita. E mentre il territorio brucia, cresce la rabbia dei cittadini: se dietro questi roghi ci sono mani criminali, chi li appicca deve essere individuato e fermato.

04 ottobre 2026 14:43
Brucia anche la Montagna di Paolisi: siamo in mano ai delinquenti -
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Ancora fumo e fiamme sulla montagna di Paolisi. Le immagini mostrano un nuovo fronte di incendio sui versanti della Valle Caudina, in un territorio che continua a fare i conti con il problema dei roghi.

E insieme alla preoccupazione arriva anche una domanda che merita una risposta: quanto è prudente continuare a consentire l'accensione e la combustione di residui vegetali quando le condizioni del territorio sono così delicate?

La normativa regionale prevede periodi e condizioni precise per l'utilizzo del fuoco. Nel 2026 la Campania ha dichiarato lo stato di grave pericolosità dal 15 giugno al 30 settembre, vietando in quel periodo la combustione dei residui vegetali e l'accensione di fuochi nelle aree interessate.

Ma il problema è proprio questo: fuori dai periodi di divieto esistono comunque possibilità regolamentate di effettuare abbruciamenti, con determinate condizioni e cautele. La normativa regionale, ad esempio, disciplina l'abbruciamento dei residui vegetali prevedendo precise distanze, fasce di protezione e l'assenza di vento.

Ed è qui che dovrebbe aprirsi una discussione seria.

È davvero sufficiente stabilire sul calendario quando si può accendere un fuoco? Oppure occorre considerare anche le condizioni reali del territorio, la siccità, il vento, la vegetazione secca e il rischio concreto che una piccola combustione possa trasformarsi in un incendio?

Perché una cosa è certa: la montagna non conosce le scadenze delle ordinanze.

Se esistono attività che possono essere svolte legalmente ma che, in determinate condizioni meteorologiche e ambientali, possono diventare pericolose, forse è arrivato il momento di essere molto più prudenti e restrittivi.

E sia chiaro: se questo incendio è doloso, la responsabilità è di chi lo ha appiccato e non delle norme. Saranno gli accertamenti a stabilire l'origine del rogo.

Ma una Valle Caudina che vede continuamente le proprie montagne fumare non può limitarsi a spegnere gli incendi dopo che sono cominciati.

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