Borrelli: "Criminali sparano tra le divise, sfida aperta allo Stato"

Il deputato denuncia l’agguato al 16enne in piazzetta Carolina: "Centro ostaggio delle baby-gang, serve un presidio fisso delle piazze calde."

A cura di Redazione
01 aprile 2026 12:10
Borrelli: "Criminali sparano tra le divise, sfida aperta allo Stato" -
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La violenza non risparmia nemmeno i luoghi simbolo della città. Intorno alla mezzanotte, il fragore degli spari ha squarciato il silenzio di piazzetta Carolina, a ridosso di Piazza del Plebiscito. Un ragazzo di 16 anni è rimasto ferito alle gambe dopo essere stato raggiunto da alcuni colpi di pistola esplosi da due individui in sella a uno scooter.

Il giovane, soccorso immediatamente dai compagni e trasportato all'ospedale Vecchio Pellegrini, ha raccontato agli agenti della Polizia di Stato di essere stato avvicinato dai sicari senza alcun apparente motivo. Fortunatamente, i medici hanno escluso il pericolo di vita, ma l’episodio riaccende violentemente i riflettori sull’emergenza sicurezza nel centro storico partenopeo.

La sfida allo Stato: spari tra le celebrazioni delle Forze dell'Ordine

"Siamo in un'area simbolo, a pochi metri dai palazzi del potere. Eppure, i criminali continuano a sparare indisturbati. È una sfida aperta allo Stato."

Le parole di Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, sono durissime. Il parlamentare sottolinea il paradosso di un quartiere che, proprio in questi giorni, ospita celebrazioni istituzionali di alto profilo, dalla festa della Polizia Penitenziaria all'imminente anniversario della Polizia di Stato. Nonostante la massiccia presenza di divise per le cerimonie, la criminalità non sembra arretrare di un millimetro. "Non c'è più tempo per i protocolli d'intesa", incalza Borrelli, "serve una risposta fortissima dello Stato per riprendersi il territorio". Mentre le indagini della Polizia proseguono per chiarire dinamica e movente, Napoli si interroga ancora una volta su come disarmare una generazione che sembra aver scelto la pistola come unico linguaggio.

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