Blitz antidroga a Telese Terme: scarcerata anche Antonia De Rosa
Il Gip ha disposto l’obbligo di firma per la trentanovenne. Nei giorni scorsi erano già tornati in libertà i due presunti complici.
L'altro ieri sera, a Telese Terme, i Carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita hanno arrestato tre persone con l'accusa di spaccio di cocaina. L'operazione è scattata in flagranza di reato mentre i sospettati si trovavano a bordo di un'auto subito dopo aver ceduto la sostanza stupefacente a un acquirente. Nelle ore successive, la Procura e il Gip del Tribunale di Benevento hanno esaminato le posizioni dei tre indagati, difesi dagli avvocati Vittorio Fucci e Antonio Leone, disponendo la revoca delle misure cautelari domiciliari per tutti i coinvolti.
L’ultimo provvedimento in ordine di tempo riguarda la trentanovenne Antonia De Rosa, residente a Telese. Il Giudice per le indagini preliminari, accogliendo integralmente le tesi e le istanze presentate dal collegio difensivo, ha deciso di rimettere in libertà la donna, imponendole come misura residuale unicamente l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Una decisione che alleggerisce sensibilmente la sua posizione iniziale, dopo il fine settimana di tensione vissuto a seguito del blitz dei militari.
La scarcerazione della trentanovenne segue di poche ore quella degli altri due uomini che erano stati fermati insieme a lei nella stessa vettura. Già nella giornata di ieri, infatti, il Pubblico Ministero aveva ordinato l'immediata liberazione per Giuseppe De Rosa, di trentatré anni, e per il quarantenne Liberato Ruggiero, originario di Moiano ma stabilmente residente a Telese. Anche per loro due, assistiti dai medesimi legali, la detenzione domiciliare è cessata quasi subito, ridisegnando i contorni del quadro cautelare dell'intera operazione.
L'attività investigativa era culminata in un vero e proprio appostamento da parte degli uomini dell'Arma, che stavano monitorando i movimenti del gruppo. Dopo aver assistito allo scambio della dose e aver bloccato i tre indagati, i carabinieri li avevano condotti in caserma per formalizzare i provvedimenti restrittivi. Con le ultime decisioni della magistratura sannita, il focus si sposta ora sulla fase successiva delle indagini preliminari, mentre i tre indagati attendono i risvolti del procedimento a piede libero.
Fact Check
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Verificato il: 10 luglio 2026