Aversa, presentato Il rumore di fondo: la poesia per ritrovare la propria voce
Nella Biblioteca “Paolo VI” del Seminario Vescovile di Aversa, Ignazio Riccio ha presentato la sua prima raccolta poetica, pubblicata da Nulla Die. Un incontro dedicato al valore della parola, all’ascolto e allo smarrimento dell’uomo contemporaneo.
La poesia come spazio di ascolto, capace di restituire profondità a una realtà sempre più dominata dal rumore e dalla velocità. È questo il filo conduttore della presentazione di Il rumore di fondo (Nulla Die, collana iCanti), prima raccolta poetica del giornalista e scrittore Ignazio Riccio, svoltasi nella Sala Lettura “Mons. Domenico Meles” della Biblioteca “Paolo VI” del Seminario Vescovile di Aversa.
L’incontro ha coinvolto il pubblico in una riflessione sul tempo presente, sulle contraddizioni della società contemporanea e sulla necessità di ritrovare uno spazio interiore in cui riconoscere la propria voce.
Ad aprire la serata è stato don Bartolo Puca, direttore dell’Ufficio Diocesano per il Laicato. A dialogare con l’autore sono stati don Francesco Riccio, direttore dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali, e Anna Sgueglia, docente e scrittrice. Al centro del confronto, i temi che attraversano la raccolta: lo smarrimento dell’uomo contemporaneo, la ricerca di autenticità e la difficoltà di distinguere la propria voce nel frastuono della quotidianità.
Le letture di alcuni componimenti, affidate a Maria Luisa Coppola del Serra Club Italia, hanno accompagnato il pubblico dentro le atmosfere e le suggestioni dei versi, restituendo alla parola poetica la sua dimensione più intima ed evocativa.
A concludere l’incontro è stato S.E. Monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, che ha richiamato l’attenzione sul valore della parola e sulla sua capacità di incidere nella realtà. «La parola è divina ed è capace di cambiare le cose», ha affermato il vescovo, aggiungendo: «Sono affascinato dalla parola».
Un concetto che si intreccia con il significato stesso della raccolta, come ha spiegato Ignazio Riccio: «Il rumore di fondo è quello che accompagna ogni giorno le nostre vite e che, a forza di sentirlo, non ascoltiamo più». Un rumore fatto di «notifiche, di immagini, di parole consumate in fretta», che finisce per condizionare il modo in cui percepiamo il mondo.
Nel descrivere la propria visione, l'autore ha richiamato anche due opere emblematiche della cultura contemporanea, 1984 di George Orwell e The Truman Show: «Viviamo dentro uno scenario che spesso non abbiamo scelto, e rischiamo di scambiarlo per la realtà». In questo contesto, la poesia diventa un gesto di resistenza e consapevolezza: «Per me, è il gesto di abbassare il volume e provare a sentire cosa c’è sotto».
Per Riccio, la pubblicazione della raccolta rappresenta anche una nuova tappa di un percorso professionale e umano. «Ho scritto per tutta la vita da giornalista, raccontando i fatti degli altri. Con questi versi ho provato a raccontare quello che resta quando i fatti finiscono», ha spiegato.
Particolare il significato della presentazione nella sua terra d’origine e in un luogo come il Seminario Vescovile di Aversa. «Ringrazio la Diocesi, il vescovo Spinillo, i relatori e tutte le persone che hanno scelto di dedicare una serata alla poesia. È il segno che il silenzio, e l’ascolto, hanno ancora un pubblico», ha concluso l’autore.
Pubblicato da Nulla Die nella collana iCanti, Il rumore di fondo è disponibile in libreria e sui principali store online.