Avellino, maxi blitz in carcere: sequestrati 17 cellulari nascosti nei cavedi
La Polizia Penitenziaria scova smartphone e microfoni nel Padiglione De Vivo. Il sindacato SAPPE applaude gli agenti ma denuncia la carenza di organico.
Nelle ultime ore, il personale in servizio della Polizia Penitenziaria ha portato a termine una brillante operazione di sicurezza all'interno della Casa circondariale di Avellino, riuscendo a intercettare e sequestrare ben 17 telefoni cellulari, tra smartphone e microdispositivi. I terminali erano stati abilmente occultati nei cavedi delle tubature del cosiddetto "Nuovo Padiglione" (Padiglione De Vivo), un'area strategica della struttura. L'intervento, guidato dai Baschi Azzurri, ha stroncato sul nascere una fitta rete di potenziali comunicazioni illecite tra i detenuti e l'esterno, confermando l'efficacia dei controlli interni volti a contrastare la criminalità dietro le sbarre.
L'operazione ha riscosso il pieno e sentito apprezzamento dei vertici del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, con il segretario generale Donato Capece e la vicesegretaria regionale della Campania Marianna Argenio che hanno lodato pubblicamente l'intuito investigativo, lo spirito di sacrificio e l'assoluta dedizione al servizio dimostrati dagli agenti irpini. Secondo i leader sindacali, lo straordinario acume del personale ha permesso di sottrarre alla disponibilità della popolazione detenuta strumenti che avrebbero potuto alimentare traffici criminali e destabilizzare gravemente l'ordine e la sicurezza dell'intero istituto penitenziario.
Questo ennesimo successo operativo riaccende i riflettori sul ruolo centrale e insostituibile che la Polizia Penitenziaria ricopre quotidianamente nel contrasto all'illegalità diffusa all'interno delle carceri italiane. I rappresentanti del SAPPE hanno evidenziato come l'impegno costante delle donne e degli uomini in divisa sia l'unico vero argine contro l'ingresso di droga, telefoni e altri oggetti vietati, impedendo la gestione di affari illeciti direttamente dalle celle.
Nonostante l'eccellente risultato, il sindacato non ha esitato a richiamare l'attenzione delle istituzioni sulle croniche e gravi criticità operative che continuano ad affliggere la struttura di Avellino, segnata da pesanti carenze di organico e costanti rischi per la sicurezza. Capece e Argenio hanno infine rinnovato un appello urgente al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, chiedendo interventi strutturali immediati, il potenziamento delle dotazioni tecnologiche e un adeguato rinforzo del personale per tutelare chi rappresenta il presidio dello Stato.