Autismo, ad Avellino la sfida per una legge di iniziativa popolare

FP CGIL presenta una proposta di legge regionale per trasformare l'assistenza ai disturbi del neurosviluppo in un sistema integrato.

A cura di Redazione
11 maggio 2026 18:51
Autismo, ad Avellino la sfida per una legge di iniziativa popolare -
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Presso il Circolo della Stampa, la FP CGIL ha presentato ufficialmente una proposta di legge di iniziativa popolare riguardante i disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo. L'iniziativa punta a riformare profondamente l'attuale architettura assistenziale della Regione Campania, introducendo una logica di sistema capace di superare la frammentazione dei servizi. Davanti a una platea di esperti e rappresentanti delle associazioni, il sindacato ha illustrato un testo che mira a garantire continuità terapeutica e dignità sociale a migliaia di famiglie che, quotidianamente, affrontano le lacune della gestione emergenziale.

Il cuore della proposta risiede nel superamento del drammatico "vuoto" che si crea al compimento della maggiore età, quando i pazienti passano dalla neuropsichiatria infantile ai dipartimenti per adulti. Per risolvere questa criticità, il testo prevede l'istituzione di un Centro Unico per la Neuropsichiatria presso ogni ASL, che avrà il compito di uniformare le procedure e coordinare i Nuclei Operativi territoriali. Questa nuova struttura organizzativa è pensata per garantire che ogni persona affetta da disturbi del neurosviluppo possa beneficiare di un Progetto di Vita individuale, trasformando l'assistenza da mera gestione dei sintomi a un percorso esistenziale coerente e duraturo.

Un elemento di forte innovazione è rappresentato dalla figura del Case Manager, un professionista incaricato di fare da raccordo tra la famiglia, il sistema sanitario, la scuola e il mondo del lavoro. La proposta non si limita infatti all'ambito prettamente clinico, ma impegna la Regione a siglare protocolli con le istituzioni scolastiche e i servizi per l'impiego per favorire una reale inclusione sociale. In questo modo, la diagnosi precoce, fondamentale nei primi mille giorni di vita, diventa l'inizio di una presa in carico globale che riconosce il valore della soggettività del paziente e il ruolo insostituibile dei caregiver familiari.

Per assicurare che la legge non resti una dichiarazione d'intenti, il testo introduce meccanismi rigorosi di vigilanza attraverso una Commissione Regionale di monitoraggio aperta alla partecipazione delle associazioni dei familiari. La Giunta regionale sarà chiamata a rendere conto periodicamente dello stato di attuazione delle norme, garantendo trasparenza e accessibilità dei dati ai cittadini. Questa sfida legislativa, lanciata da Avellino, rappresenta un tentativo concreto di passare dalla logica del sussidio a quella del diritto, ponendo le basi per un'architettura istituzionale capace di rispondere finalmente alle necessità strutturali dell'Irpinia e dell'intera Campania.

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