Assolto Aurelio Valiante, per legittima difesa uccise rapinatore che gli aveva sparato

Cadono le accuse di omicidio per l'imprenditore che reagì ai rapinatori, ma resta l'imputazione per l'occultamento del cadavere.

30 luglio 2026 19:34
Assolto Aurelio Valiante, per legittima difesa uccise rapinatore che gli aveva sparato -
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Il 22 giugno 2025, a Foria di Centola in provincia di Salerno, l'imprenditore Aurelio Valiante ha risposto al fuoco nel giardino di casa sua contro una banda di tre rapinatori in fuga che avevano sottratto gioielli e un'arma, uccidendo il ventiseienne Rivaldo Rusi e ferendo un complice. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania ha decretato l'archiviazione delle accuse di omicidio e lesioni personali, accogliendo la richiesta della procura basata sui rilievi balistici e riconoscendo ufficialmente la legittima difesa domiciliare.

La ricostruzione dinamica degli eventi ha trovato pieno riscontro nelle perizie tecniche ordinate dai magistrati, le quali hanno confermato puntualmente la versione fornita dal proprietario dell'abitazione. Durante le concitate fasi della rapina, uno dei malviventi aveva aperto il fuoco contro il padrone di casa, innescando la reazione difensiva dell'uomo con il proprio fucile da caccia. Nonostante il riconoscimento del diritto alla difesa personale, la vicenda penale non si conclude del tutto per l'imprenditore salernitano, il quale dovrà affrontare l'impianto accusatorio per un altro specifico reato.

Il procedimento giudiziario prosegue infatti per l'ipotesi di occultamento di cadavere, contestata all'uomo in concorso con il fratello. Nelle ore immediatamente successive alla sparatoria, l'imprenditore aveva provveduto a nascondere il corpo del giovane rapinatore in un dirupo vicino alla proprietà, allertando le forze dell'ordine e segnalando inizialmente il solo ferimento di uno dei fuggitivi. Soltanto in un secondo momento la versione è stata rettificata, consentendo ai carabinieri di individuare e recuperare la salma sul fondo del precipizio.

La decisione del giudice ha suscitato reazioni contrastanti legate alla complessità drammatica della vicenda umana e giudiziaria. L'avvocato difensore Antonello Natale ha espresso formale soddisfazione per la correttezza dell'inquadramento giuridico espresso dal Tribunale, sottolineando al contempo un profondo sentimento di amarezza per la perdita tragica di una giovane vita e rivolgendo un pensiero di sincera vicinanza ai familiari della vittima.

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