Assolti la Miss Antonia Romano e i familiari: ribaltata la condanna per estorsione
La Corte di Appello di Napoli ha annullato la sentenza di primo grado, assolvendo la Miss e i suoi congiunti dalle accuse di un farmacista avellinese.
Nel tardo pomeriggio di oggi, i giudici della Seconda Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli hanno pronunciato una sentenza di assoluzione piena nei confronti di Antonia Romano, della madre Ornella Tavino e dell'ex marito Michele Sandomenico, cancellando la precedente condanna a sei anni di reclusione per estorsione. Il collegio giudicante ha stabilito che i tre imputati non hanno commesso il fatto, ribaltando completamente il verdetto emesso dal Tribunale Collegiale di Avellino che li aveva ritenuti colpevoli di aver sottratto oltre 130.000 euro a un noto farmacista della zona.
La vicenda giudiziaria traeva origine dalle denunce del professionista irpino il quale sosteneva di essere stato vittima di ripetuti episodi estorsivi perpetrati anche attraverso gravi minacce armate e intimidazioni rivolte ai propri familiari. Secondo l'impianto accusatorio della Procura di Avellino, i tre avrebbero agito in concorso per costringere l'uomo a versare ingenti somme di denaro nel corso di un biennio, portando i magistrati di primo grado a imporre persino un risarcimento immediatamente esecutivo di 50.000 euro in favore della presunta vittima.
La difesa, composta dagli avvocati Rolando Iorio, Alfonso Chieffo e Walter Mancuso, ha invece sempre sostenuto una tesi diametralmente opposta, indicando come movente delle accuse un profondo rancore nutrito dall'uomo a causa di una relazione sentimentale clandestina terminata in modo turbolento. La tesi difensiva ha trovato terreno fertile in appello grazie alla richiesta dell'avvocato Iorio di procedere a un confronto diretto in aula, un passaggio che si è rivelato decisivo per l'esito del processo dopo che la versione fornita dagli imputati era stata ignorata nel precedente grado di giudizio.
Il rifiuto della persona offesa di comparire dinanzi ai magistrati napoletani, nonostante le numerose citazioni, ha pesantemente indebolito la credibilità dell'accusa, portando la Corte a ignorare la richiesta di conferma della condanna avanzata dal Procuratore Generale De Stasi. Con l'assoluzione odierna cade anche l'obbligo di risarcimento, rendendo il farmacista destinatario di una paradossale richiesta di restituzione delle somme già percepite. Si chiude così una vicenda che per anni ha visto coinvolta la nota vincitrice di concorsi di bellezza nazionali in una cronaca giudiziaria dai toni amari.