Appalti pubblici, maxi-indagine: 51 indagati e sequestri per 57 milioni

Operazione “Ricostruzione” della Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia: oltre 50 perquisizioni, 230 militari impegnati e otto persone destinatarie della custodia cautelare in carcere.

22 ottobre 2026 09:19
Appalti pubblici, maxi-indagine: 51 indagati e sequestri per 57 milioni -
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Una vasta indagine della Guardia di Finanza scuote il settore della ricostruzione post-sisma e degli appalti pubblici nelle Marche. L’operazione, denominata “Ricostruzione” e condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, avrebbe portato alla luce un presunto sistema illecito legato alle commesse per la ricostruzione privata dopo il terremoto del 2016 e agli appalti pubblici banditi dalla Regione Marche, da ERDIS Marche e dall’Università di Camerino.

L’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Ancona, si sviluppa lungo più filoni investigativi e ipotizza condotte di particolare gravità, che spaziano dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche fino a presunti episodi di corruzione che coinvolgerebbero pubblici ufficiali e imprenditori.

Ricostruzione post-sisma, l’ipotesi di truffa sui fondi pubblici

Uno dei filoni dell’indagine riguarda i lavori finanziati nell’ambito della ricostruzione privata nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016. Secondo l’ipotesi investigativa, alcune commesse sarebbero state affidate in subappalto anche a soggetti collegati alla criminalità organizzata calabrese e campana.

Gli accertamenti mirano a ricostruire il percorso delle risorse pubbliche destinate agli interventi edilizi e a verificare eventuali irregolarità nell’assegnazione e nell’esecuzione dei lavori. Si tratta di un ambito particolarmente delicato, considerata l’importanza dei fondi destinati alla ripresa economica e sociale delle comunità colpite dal terremoto.

Un secondo filone riguarda invece presunte condotte corruttive che, secondo gli investigatori, sarebbero state poste in essere da pubblici ufficiali e imprenditori nell’ambito delle procedure relative agli appalti pubblici.

Oltre 50 perquisizioni in 13 province

L’operazione ha assunto dimensioni nazionali. Sono in corso oltre 50 perquisizioni e acquisizioni documentali in 13 province italiane: Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.

Le attività hanno impegnato circa 230 militari della Guardia di Finanza, chiamati a eseguire gli accertamenti e ad acquisire elementi utili alla ricostruzione dei fatti contestati.

L’estensione territoriale degli interventi testimonia la complessità dell’indagine, che punta a verificare i rapporti tra imprese, soggetti coinvolti nelle commesse e procedure di affidamento dei lavori pubblici e privati.

Cinquantuno indagati e sequestri per oltre 57 milioni di euro

Il bilancio investigativo comprende 51 persone indagate. Per otto di loro, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona ha disposto la custodia cautelare in carcere. Per altre cinque persone è stato disposto l’interrogatorio preventivo, nell’ambito delle procedure previste dalla legge.

È stato inoltre disposto un sequestro per un valore superiore a 57 milioni di euro, misura finalizzata a tutelare le risorse oggetto degli accertamenti e a impedire, nei limiti previsti dalla legge, la disponibilità di beni riconducibili alle ipotesi contestate.

L’indagine rappresenta un importante passaggio negli accertamenti sulla gestione delle risorse destinate alla ricostruzione e sugli affidamenti pubblici nel territorio marchigiano.

Le contestazioni dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti e la responsabilità delle persone coinvolte potrà essere stabilita soltanto con una sentenza definitiva.

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