Angelo Petitto: «La protesta è legittima, ma non si blocchino le aziende»

Il presidente di Confindustria Avellino richiama al senso di responsabilità autotrasportatori e agricoltori irpini: «Servono dialogo e soluzioni concrete, senza compromettere la continuità produttiva e occupazionale del territorio».

21 ottobre 2026 07:36
Angelo Petitto: «La protesta è legittima, ma non si blocchino le aziende» -
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Comprensione per le difficoltà di autotrasportatori e agricoltori, ma anche un appello alla responsabilità per evitare che la protesta si traduca in un blocco pressoché totale della circolazione delle merci, con pesanti ripercussioni sull’intero sistema produttivo. È questa la posizione espressa da Angelo Petitto, presidente di Confindustria Avellino, in merito alle mobilitazioni delle categorie colpite dal rincaro dei carburanti e dall’aumento dei costi di gestione.

«Comprendiamo pienamente le preoccupazioni degli autotrasportatori e degli agricoltori irpini, che stanno affrontando una fase particolarmente complessa, segnata dal continuo aumento dei costi dei carburanti e da una crescente pressione sui margini delle proprie attività», afferma Petitto. Pur riconoscendo la legittimità delle ragioni della protesta, il presidente di Confindustria sottolinea tuttavia i rischi legati a forme di mobilitazione capaci di paralizzare la circolazione delle merci.

Le imprese, evidenzia, devono già fare i conti con aumenti significativi dei costi dell’energia, del gas e dei trasporti, fattori che incidono direttamente sulla competitività del sistema produttivo. Un eventuale blocco degli approvvigionamenti delle materie prime e delle consegne dei prodotti finiti finirebbe per aggravare ulteriormente una situazione economica già delicata.

«Impedire il regolare approvvigionamento delle materie prime e la consegna dei prodotti finiti significherebbe aggiungere ulteriori difficoltà a un tessuto industriale che sta già compiendo grandi sforzi per mantenere i propri livelli produttivi e occupazionali», osserva Petitto.

Il rischio, secondo il presidente degli industriali irpini, è che a pagare le conseguenze delle proteste siano non soltanto gli imprenditori, ma anche i lavoratori e le famiglie che dipendono dall’attività delle aziende. «Bloccare le aziende significa, inevitabilmente, penalizzare non soltanto gli imprenditori, ma anche i tanti lavoratori e le famiglie che da quelle attività traggono il proprio sostentamento», sottolinea.

Da qui l’appello affinché le rivendicazioni delle categorie interessate trovino ascolto presso le istituzioni competenti, senza compromettere la continuità delle attività produttive. Per Petitto è necessario conciliare il diritto di protesta con la tutela di un sistema economico già sottoposto a forti pressioni.

«Auspico pertanto che prevalgano il senso di responsabilità e il giusto equilibrio anche nell’esercizio del legittimo diritto di protesta», dichiara, ribadendo l’importanza di individuare risposte concrete alle difficoltà denunciate da autotrasportatori e agricoltori.

La conclusione del presidente di Confindustria Avellino è un richiamo alla coesione tra le diverse componenti del mondo produttivo. «In una fase così complessa, il nostro sistema economico ha bisogno di coesione, dialogo e soluzioni concrete, non di ulteriori contrapposizioni tra categorie produttive che, pur con esigenze differenti, condividono le medesime difficoltà».

Un appello, dunque, a superare le contrapposizioni e a individuare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze delle categorie in protesta, salvaguardando al tempo stesso la tenuta economica, produttiva e occupazionale dell’Irpinia.

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