"Airola, Sparanise e Giugliano, la stessa storia che ritorna !"

Da Airola a Sparanise fino a Taverna del Re, l’associazione richiama l’attenzione sulla presenza di grandi quantità di rifiuti nei territori: «Non possiamo aspettare una nuova colonna di fumo»

07 settembre 2026 14:33
"Airola, Sparanise e Giugliano, la stessa storia che ritorna !" -
Condividi

Gli incendi che hanno interessato negli ultimi anni diversi siti legati allo stoccaggio dei rifiuti in Campania riaccendono l’attenzione sul tema della sicurezza ambientale. I Circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale individuano un collegamento ideale tra quanto accaduto ad Airola, l’incendio di Sparanise e la situazione del grande sito di stoccaggio di Giugliano.

«Non è nostra intenzione stabilire responsabilità riconducibili a vicende del passato né sovrapporre situazioni che hanno caratteristiche e storie differenti», precisano i Circoli in una nota. Tuttavia, secondo l’associazione, la successione degli episodi evidenzia una dinamica già conosciuta dalla storia ambientale della Campania.

«Cambiano i luoghi, cambiano gli impianti, cambiano gli uomini e le stagioni della politica, ma resta una costante: enormi quantità di rifiuti rimangono per anni nei territori e, prima o poi, qualcosa accade».

Il fuoco, osservano i Circoli, finisce così per riportare al centro dell’attenzione realtà che nella quotidianità rischiano di diventare invisibili. Il problema non riguarda soltanto l’incendio in sé, ma anche ciò che la combustione può liberare nell’ambiente e la necessità di verificare eventuali conseguenze per la popolazione e per i territori.

È proprio in questa prospettiva che l’associazione richiama l’attenzione su Giugliano e sul sito di Taverna del Re. «Non può essere considerata una questione archiviata soltanto perché, in questo momento, non occupa le prime pagine dei giornali», sostengono.

Per i Circoli, infatti, i grandi accumuli di rifiuti rappresentano un problema che non si esaurisce con lo stoccaggio. «I grandi accumuli di rifiuti non dimenticano e non scompaiono. Restano come una presenza silenziosa, quasi estranea al tempo della politica, fino a quando un nuovo incendio non riporta tutti al punto di partenza».

L’associazione punta quindi il dito sulla necessità di una strategia di prevenzione che non si limiti alla gestione dell’emergenza. «È questo il vero elemento che deve preoccuparci: l’orologio dell’emergenza che continua a tornare indietro».

Ogni nuovo episodio, secondo i Circoli, riporta infatti alle stesse domande: quali controlli sono stati effettuati, quali materiali erano presenti, quali sostanze sono state liberate e quali conseguenze possono esserci per l’ambiente e la salute pubblica.

Da qui il richiamo alla vicenda di Giugliano: «Il problema non è soltanto ciò che brucia oggi. Il problema è ciò che, domani, potrebbe tornare a bruciare».

L’appello finale è dunque a non attendere una nuova emergenza per tornare a occuparsi dei siti di stoccaggio presenti sul territorio. «Sarebbe imperdonabile dover attendere ancora una volta una colonna di fumo per ricordarci che quei problemi non erano mai scomparsi».

Segui Informazione Sei