Airola, scuole nuove e vecchi ritardi: il peso di trentatré anni

Tra inaugurazioni e propaganda, resta il gap formativo accumulato in tre decenni di gestione amministrativa priva di infrastrutture chiave.

30 aprile 2026 10:38
Airola, scuole nuove e vecchi ritardi: il peso di trentatré anni -
Condividi

Ad Airola, la giunta comunale si appresta a inaugurare i nuovi edifici scolastici nel corso delle prossime settimane, cercando di presentare l’evento come una svolta epocale per la comunità. Tuttavia, dopo trentaquattro anni di presenza ininterrotta nelle stanze del potere cittadino, la leadership locale si trova a dover rispondere del cronico ritardo infrastrutturale che ha penalizzato generazioni di studenti. La pubblicazione del Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) ha infatti scoperchiato una realtà amara: nonostante i nuovi muri, mancano ancora laboratori, biblioteche informatizzate e spazi sportivi adeguati, sollevando un caso politico sulla reale efficacia di una gestione che per oltre sei lustri non ha saputo garantire standard minimi di modernità educativa.

Il documento programmatico degli istituti scolastici cittadini parla chiaro e fotografa una situazione di profonda carenza che non può essere ignorata proprio nel momento dei festeggiamenti. La mancanza di laboratori linguistici, scientifici e musicali, unita all'assenza di aule magne e teatri, rappresenta un vuoto che ha reso gli studenti airolani meno competitivi rispetto ai coetanei di territori limitrofi. Chi ha amministrato la cosa pubblica per oltre trent'anni, occupandosi direttamente di edilizia e infrastrutture, dovrebbe oggi sentire il dovere morale di un mea culpa pubblico anziché limitarsi al rituale taglio del nastro, poiché il tempo perduto dai giovani non è recuperabile con una semplice cerimonia.

L'enfasi posta sulla costruzione del futuro appare stridente se confrontata con la realtà di un gap formativo che pesa sulle spalle di centinaia di ragazzi ormai adulti. In una società globale che premia esclusivamente il merito e le competenze tecniche, aver privato gli studenti degli strumenti necessari alla formazione significa averli consegnati a un mercato del lavoro con una preparazione più fragile. Queste mancanze non sono semplici disguidi tecnici, ma il risultato di una visione politica che per troppo tempo ha privilegiato l’intervento tardivo rispetto alla programmazione tempestiva, rendendo le attuali conquiste nient’altro che il parziale saldo di un debito contratto con la cittadinanza decenni fa.

La cittadinanza e le famiglie non chiedono narrazioni autocelebrative o slogan elettorali, ma pretendono verità e rispetto per i sacrifici compiuti in questi anni di precarietà scolastica. Parlare di innovazione oggi, senza riconoscere le responsabilità politiche di un trentennio di immobilismo, rischia di trasformare un atto dovuto in pura propaganda politica. Il futuro dei giovani airolani meritava di essere una priorità già molto tempo fa e solo attraverso una sincera assunzione di responsabilità si potrà finalmente iniziare a costruire un percorso che sia realmente all'altezza delle sfide contemporanee, lontano dalle passerelle e vicino ai bisogni reali degli studenti.

Segui Informazione Sei