Airola, rifiuti e incendi: alla Camera respinto l’ordine del giorno

Nel dibattito richiamato l’incendio del 31 agosto alla Eco Energy e i rischi legati all’accumulo di plastica negli impianti di stoccaggio.

01 ottobre 2026 21:53
Airola, rifiuti e incendi: alla Camera respinto l’ordine del giorno -
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Il 1° ottobre il tema della sicurezza degli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti è arrivato nell’Aula della Camera, durante l’esame del decreto sugli imballaggi. Al centro del confronto anche la crisi della filiera del riciclo della plastica e il rischio legato all’accumulo dei materiali. Richiamato il caso di Airola, dove il 31 agosto un incendio ha interessato l’impianto Eco Energy.

La sicurezza degli impianti destinati allo stoccaggio e al trattamento dei rifiuti torna al centro del dibattito parlamentare. Nella seduta di giovedì 1° ottobre 2026, la Camera dei deputati ha esaminato diversi ordini del giorno collegati al decreto-legge sugli imballaggi. Tra questi, l'ordine del giorno n. 9/3118/16, presentato dal deputato Perantoni, sul quale il Governo ha espresso parere contrario e che l'Assemblea ha successivamente respinto con votazione nominale.

Nel corso della discussione è stato affrontato il problema della filiera del riciclo degli imballaggi in plastica, con particolare riferimento alle difficoltà che possono determinare accumuli di materiali nei siti di stoccaggio. Una questione che assume una dimensione anche di sicurezza quando quantità rilevanti di materiali combustibili rimangono a lungo all'interno degli impianti.

A richiamare esplicitamente questo aspetto in Aula è stato il deputato Agostino Santillo, che ha citato proprio l'incendio di Airola, nel Beneventano, come esempio delle criticità legate all'accumulo di plastica. Nel suo intervento ha fatto riferimento anche alla necessità di un maggiore coordinamento tra i Ministeri e di misure specifiche per affrontare le situazioni più problematiche.

Il caso di Airola

Il riferimento è all'incendio sviluppatosi il 31 agosto 2026 nell'area industriale di Airola, presso il sito gestito dalla società Eco Energy. Secondo il resoconto parlamentare, le fiamme hanno interessato ingenti quantitativi di materiali stoccati, in particolare rifiuti plastici e carta in balle. L'incendio ha prodotto una consistente colonna di fumo e ha richiesto diversi giorni di interventi da parte dei Vigili del fuoco per le operazioni di spegnimento, smassamento e messa in sicurezza.

L'evento ha determinato anche l'avvio di attività di monitoraggio ambientale da parte dell'Arpac. L'Agenzia ha effettuato controlli sulla presenza in atmosfera di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili. Il monitoraggio delle diossine aerodisperse è stato successivamente dichiarato concluso, mentre sono stati programmati ulteriori campionamenti sui terreni agricoli dei territori interessati dalla possibile ricaduta degli inquinanti.

Il tema della sicurezza dell'impianto si inserisce inoltre in una vicenda precedente all'incendio. Negli atti parlamentari successivi al rogo viene ricordato che la società Eco Energy era sottoposta ad amministrazione giudiziaria dal 2022 e che nel 2024 il sito era stato interessato da un sequestro preventivo nell'ambito di un procedimento relativo alla gestione dei rifiuti e ad altre ipotesi contestate dall'autorità giudiziaria. Si tratta di circostanze riportate negli atti parlamentari e sulle quali spetta agli organi competenti accertare responsabilità e fatti.

La questione non riguarda soltanto Airola

Nel dibattito parlamentare il caso sannita è stato inserito in un quadro più ampio, nel quale rientrano anche altri incendi che negli ultimi anni hanno interessato impianti di gestione dei rifiuti.

Il problema posto all'attenzione della Camera riguarda infatti il rapporto tra la crisi della filiera del riciclo, la permanenza dei materiali negli impianti e la necessità di garantire condizioni di stoccaggio compatibili con i rischi effettivamente presenti.

Il decreto esaminato dalla Camera contiene misure relative agli imballaggi e alla loro gestione, mentre durante l'esame degli ordini del giorno sono emerse proposte e richieste riguardanti anche la continuità della raccolta e del riciclo, il funzionamento del Tavolo plastiche presso il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, la prevenzione della saturazione dei siti di stoccaggio e il sostegno alla filiera delle materie prime seconde.

Su un altro ordine del giorno, il n. 9/3118/17, il Governo ha invece espresso un parere favorevole con riformulazione. Il testo riformulato comprende, tra gli altri punti, il contrasto alla saturazione dei siti di stoccaggio e dei centri di raccolta nelle aree più critiche e la prosecuzione dei lavori del Tavolo plastiche per mantenere un flusso informativo aggiornato sullo stato degli impianti.

Il nodo della prevenzione

Al di là dell'esito delle singole votazioni, la questione sollevata in Aula riguarda un tema concreto: la prevenzione del rischio negli impianti che trattano e stoccano materiali potenzialmente combustibili.

La prevenzione non coincide con la gestione dell'emergenza quando l'incendio è già iniziato. Significa, prima ancora, conoscere la presenza e la tipologia degli impianti, verificare le quantità effettivamente stoccate, controllare le modalità di deposito, assicurare l'efficienza dei sistemi antincendio e garantire che i diversi enti coinvolti dispongano di informazioni aggiornate.

È un approccio che assume particolare importanza nei territori dove negli anni si sono verificati più incendi in impianti di trattamento o deposito dei rifiuti. In questi casi, la disponibilità di una fotografia aggiornata dei siti, delle autorizzazioni, dei quantitativi presenti e delle condizioni di sicurezza può diventare uno degli strumenti attraverso cui individuare preventivamente le situazioni maggiormente esposte.

Anche l'esperienza di Airola mostra quanto sia importante distinguere la fase dell'emergenza da quella della prevenzione. Dopo l'incendio sono stati necessari interventi dei Vigili del fuoco e controlli ambientali, mentre le autorità locali hanno adottato misure precauzionali per la popolazione.

Il voto della Camera e una questione ancora aperta

L'ordine del giorno n. 9/3118/16 è stato quindi respinto con 155 voti contrari, 112 favorevoli e 11 astenuti, su 278 deputati votanti.

La stessa seduta ha però mostrato come il problema della filiera della plastica e della gestione dei materiali raccolti rimanga presente nel confronto parlamentare. Il provvedimento sugli imballaggi è stato approvato definitivamente dalla Camera con 178 voti favorevoli, 57 contrari e 50 astenuti.

Per i territori che hanno già conosciuto incendi in impianti di rifiuti, la questione resta dunque soprattutto sul terreno della prevenzione.

Conoscere i siti, verificare le quantità e le modalità di stoccaggio, controllare i sistemi di sicurezza, assicurare lo scambio di informazioni tra le amministrazioni e intervenire sulle situazioni di maggiore vulnerabilità significa agire prima che l'emergenza si manifesti.

Perché, quando si parla di impianti nei quali vengono accumulate grandi quantità di materiali plastici e altri rifiuti combustibili, la sicurezza non comincia con lo spegnimento delle fiamme. Comincia molto prima: con la conoscenza, i controlli, la pianificazione e la prevenzione.

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