Airola, l’allarme delle aziende: «Prima delle piogge bisogna mettere in sicurezza l’area»

Le imprese della zona PIP di località Caracciano scrivono al Prefetto e al Procuratore: «Il dilavamento dei residui potrebbe aggravare la contaminazione. Serve un intervento immediato»

08 settembre 2026 18:33
Airola, l’allarme delle aziende: «Prima delle piogge bisogna mettere in sicurezza l’area» -
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Il rogo è stato spento, ma l’emergenza ambientale non è ancora finita. È questo il grido d’allarme lanciato dalle aziende della zona PIP di località Caracciano ad Airola, nell’area adiacente a quella interessata dall’incendio dello scorso 31 agosto. In una nuova comunicazione, facendo seguito a quella già trasmessa il 7 settembre dall’avvocato Diego Ruggiero, le imprese chiedono un intervento urgente alle istituzioni, indicando soprattutto un fattore di rischio ormai imminente: l’arrivo delle piogge.

Al centro della preoccupazione ci sono i residui del materiale combusto ancora presenti sul sito e le conseguenze che le precipitazioni potrebbero provocare. Secondo le aziende, il dilavamento potrebbe infatti veicolare gli inquinanti nel terreno e nelle acque superficiali, con il rischio di interessare anche la falda e di estendere l’area della contaminazione.

Un timore che, nella lettera indirizzata al Prefetto di Benevento, Raffaela Moscarella, e al Procuratore della Repubblica di Benevento, viene definito urgente e improcrastinabile.

Le imprese ricordano che le rilevazioni effettuate dall’ARPAC hanno segnalato la presenza di valori di diossine, mentre il quadro ambientale resta ancora in fase di consolidamento. Proprio per questo, viene chiesto di non attendere ulteriormente e di procedere alla messa in sicurezza d’emergenza dell’area prima delle precipitazioni.

Tra gli interventi indicati dalle aziende figurano la copertura dei cumuli di materiale, la regimentazione e la raccolta delle acque di ruscellamento e il contenimento del percolato. Misure che, secondo i firmatari, dovrebbero essere adottate in coordinamento con Regione Campania, ARPAC, ASL e Comune.

Ma nella comunicazione c’è anche una richiesta precisa al rappresentante del Governo sul territorio.

Le aziende chiedono al Prefetto di Benevento di recarsi personalmente ad Airola, per garantire quella che definiscono una «tangibile presenza dello Stato», e di assicurare, nell’ambito delle proprie competenze di coordinamento dell’emergenza e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, il presidio dell’area fino al completamento delle operazioni.

Un appello che arriva mentre resta aperto anche il capitolo giudiziario legato all’incendio. Le responsabilità civili e penali dovranno essere accertate nelle sedi competenti, mentre sul piano politico e morale il dibattito continua. Per le aziende, tuttavia, adesso la priorità è un’altra: evitare che l’acqua trasformi i residui del rogo in un ulteriore veicolo di contaminazione.

Da qui la richiesta rivolta alla Procura della Repubblica di Benevento di procedere con la massima urgenza agli accertamenti sullo stato dei luoghi, anche attraverso le forme dell’accertamento tecnico non ripetibile, considerando che l’area è destinata a essere modificata dalle successive operazioni.

L’obiettivo indicato nella lettera è arrivare quanto prima al dissequestro dell’area, oppure ottenere l’autorizzazione necessaria per consentire l’avvio immediato delle operazioni di bonifica e di svuotamento.

«Ogni giorno con quei rifiuti sul posto è un giorno di rischio in più per la salute delle nostre comunità», è il senso dell’appello delle aziende, che chiedono alle istituzioni di accelerare i tempi e di intervenire prima che le condizioni meteorologiche possano rendere ancora più complessa la situazione.

La comunicazione è stata formalmente delegata all’avvocato Diego Ruggiero, incaricato dell’invio della richiesta a Prefettura e Procura.

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