Airola, il Comitato chiede un coordinamento unico per la Valle Caudina

Diossine e monitoraggio ambientale, appello al presidente dell’Unione dei Comuni Città Caudina: «La salute non può conoscere confini amministrativi»

12 settembre 2026 16:34
Airola, il Comitato chiede un coordinamento unico per la Valle Caudina -
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Un coordinamento istituzionale unico per affrontare l’emergenza ambientale che sta interessando la Valle Caudina. È quanto chiede il Comitato Salute e Ambiente Airola e Valle Caudina al presidente dell’Unione dei Comuni “Città Caudina”, sindaco Pasquale Fucci, attraverso una lettera nella quale viene sollecitato un intervento urgente.

Al centro dell’iniziativa c’è la necessità, secondo il Comitato, di superare le divisioni amministrative tra le province di Benevento e Avellino nella gestione dell’emergenza legata all’incendio di Airola e alle successive rilevazioni ambientali.

«Appare quantomeno paradossale e preoccupante – scrive il Comitato – che due Province, Benevento e Avellino, chiamate ad affrontare una medesima emergenza territoriale, stiano procedendo secondo modalità che appaiono, dall’esterno, non pienamente coordinate».

Il riferimento è anche alla diversa situazione che emerge dai territori interessati dai monitoraggi. Da una parte Cervinara, dove sono stati registrati dati ritenuti particolarmente preoccupanti; dall’altra altri Comuni della Valle Caudina, nei quali la situazione viene descritta come sostanzialmente regolare.

Il Comitato precisa di non voler sostituire le autorità tecniche e sanitarie competenti, ma pone una questione di carattere territoriale e istituzionale: se la Valle Caudina costituisce un unico sistema ambientale e geografico, i monitoraggi e le valutazioni dovrebbero essere condotti secondo criteri omogenei, indipendentemente dal confine provinciale.

«La salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente non possono conoscere confini amministrativi», sottolinea il Comitato.

Da qui la richiesta al presidente dell’Unione dei Comuni di promuovere con urgenza un tavolo istituzionale di coordinamento, coinvolgendo i Comuni interessati, le Province, l’ASL, l’ARPAC, la Regione Campania e tutte le altre autorità competenti.

Tra le richieste avanzate figurano un monitoraggio ambientale coordinato sull’intera Valle Caudina, criteri uniformi per la rilevazione e la valutazione dei dati, la massima trasparenza nella pubblicazione delle informazioni ambientali e sanitarie, protocolli condivisi per la tutela della popolazione e una gestione delle emergenze che superi i confini amministrativi provinciali.

L'appello arriva in un momento particolarmente delicato anche alla luce dei dati ARPAC relativi alle diossine. Nei campionamenti successivi all'incendio erano stati registrati valori inizialmente superiori al valore di riferimento ad Airola, mentre dopo la riaccensione del rogo era stato rilevato a Cervinara un valore di 0,790 pg/Nm³ I-TEQ, rispetto al riferimento di 0,15.

Proprio per questo, secondo il Comitato, diventa ancora più importante che i dati vengano letti all'interno di un quadro territoriale complessivo, evitando che la Valle Caudina venga considerata come una somma di territori amministrativamente separati.

«Non chiediamo polemiche, né contrapposizioni tra territori o istituzioni», conclude il Comitato. «Chiediamo semplicemente che la Valle Caudina venga considerata e tutelata come un territorio unico, perché unico è l’ambiente che respiriamo, unica è la comunità che viviamo e comune deve essere la responsabilità di proteggerla».

La richiesta ora passa all’Unione dei Comuni “Città Caudina”, chiamata a valutare se assumere un ruolo di coordinamento e rappresentanza dell’intero territorio davanti alle istituzioni regionali e agli organismi tecnici competenti.

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