Airola, i Giovani Democratici: «Dopo cinque anni siamo ancora punto e a capo»
GD Valle Caudina e GD Sannio attaccano sulla gestione dei rifiuti e chiedono ai sindaci di tutelare le comunità, anche attraverso la costituzione di parte civile
A distanza di quasi cinque anni dal drammatico incendio alla Sapa, ad Airola torna a divampare un vasto rogo nell’area industriale. E torna, inevitabilmente, anche la polemica sulla gestione dei rifiuti e sulla tutela ambientale.
A intervenire sono i Giovani Democratici della Valle Caudina e del Sannio, che parlano di «ennesimo disastro ambientale» e puntano il dito contro quella che definiscono una prassi ormai consolidata: l’accumulo di rifiuti all’interno, ma anche all’esterno, dei capannoni.
«La prassi campana di riempire i capannoni di rifiuti non si arresta – affermano i GD –. La Terra dei Fuochi non è più così lontana: ormai brucia anche la terra sannita di Airola e le sostanze nocive si disperdono nell’ambiente, a danno della salute dei cittadini caudini, delle imprese agricole e dei lavoratori delle attività presenti nelle aree circostanti».
Nel comunicato viene sollevato anche il tema della gestione dello stoccaggio e dello smaltimento dei materiali. «La pratica dello smaltimento dei rifiuti è evidentemente troppo impegnativa, ma lasciare irrisolta la loro gestione, tollerando un accumulo incontrollato, è costato troppo caro ai cittadini», sostengono i Giovani Democratici.
Saranno ora le autorità competenti a dover accertare le cause dell’incendio e stabilire se il rogo sia stato di natura colposa o dolosa.
L'attacco all'amministrazione comunale
Particolarmente dura la critica nei confronti dell’amministrazione comunale di Airola. I GD contestano quello che definiscono «disinteresse e indifferenza» rispetto alla situazione e chiedono perché, prima dell’incendio, non siano state intraprese iniziative nei confronti della Procura della Repubblica o utilizzati gli strumenti a disposizione dell’ente.
«Non si era davvero accorta di nulla?», domandano i Giovani Democratici, sottolineando che «i rifiuti erano collocati anche all’esterno del capannone, difficile non notarli».
Una posizione che ora, alla luce dell’incendio e delle conseguenze ambientali da verificare, chiede risposte e accertamenti.
«I sindaci tutelino le proprie comunità»
Nel mirino del documento finiscono anche le responsabilità che, secondo i GD, dovranno essere assunte dai territori coinvolti.
«Chiediamo ai Sindaci dei territori coinvolti di tutelare fino in fondo le proprie comunità e, qualora ne ricorrano i presupposti nell’ambito di eventuali procedimenti penali, di valutare la costituzione di parte civile».
Infine, il messaggio politico: «Questa volta i cittadini hanno scelto di denunciare e di non voltarsi dall’altra parte. Anche noi non resteremo in silenzio».
Il comunicato è firmato da GD Valle Caudina e GD Sannio.