Airola, due cellulari sequestrati all’Ipm: detenuto sorpreso a chiamare

l secondo smartphone sarebbe stato lanciato dalla finestra della cella nel tentativo di disfarsene. Il SAPPE: «Servono tecnologia, organici e strumenti di contrasto all’altezza della situazione»

28 agosto 2026 17:28
Airola, due cellulari sequestrati all’Ipm: detenuto sorpreso a chiamare -
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Altri due telefoni cellulari sono stati sequestrati dalla Polizia Penitenziaria all’Istituto Penale per i Minorenni di Airola.

L’episodio si è verificato durante il turno notturno, quando un detenuto maggiorenne è stato sorpreso mentre effettuava una chiamata utilizzando un cellulare introdotto illegalmente all’interno della struttura.

Nel tentativo di disfarsi del dispositivo, il detenuto avrebbe poi lanciato un secondo smartphone dalla finestra della cella. Il telefono è stato successivamente recuperato dagli agenti nel corso di una perquisizione.

A dare notizia del sequestro è Sabatino De Rosa, vicecoordinatore regionale del SAPPE Campania per la Giustizia Minorile, che esprime «il più vivo apprezzamento per la professionalità e l’attenzione dimostrate ancora una volta dai colleghi di Airola».

«Ma non possiamo continuare a pensare che siano soltanto il fiuto e la professionalità degli agenti a impedire l’ingresso di cellulari e droga negli istituti», sottolinea De Rosa.

Sul tema interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, secondo il quale quello della presenza di cellulari e droga negli istituti penitenziari è ormai «un problema di sicurezza che non può più essere affrontato con strumenti e modalità del passato».

«La Polizia Penitenziaria sta facendo miracoli – afferma Capece – ma agli agenti devono essere messi a disposizione strumenti tecnologici adeguati, sistemi di rilevazione dei cellulari, scanner, portali Metal Detector, apparecchiature per il controllo dei varchi e sistemi anti-drone».

Per il segretario generale del SAPPE, «non è accettabile che siano gli operatori, da soli e spesso in condizioni di grave carenza di personale, a dover rappresentare l’unica barriera contro l’ingresso di materiale illecito».

Il sindacato chiede in particolare che all’IPM di Airola vengano installati quanto prima portali Metal Detector di ultima generazione, compresi i body scan, soprattutto nei punti di accesso riservati ai visitatori.

«Chiediamo al Ministro della Giustizia e al DGMC un intervento immediato – concludono i sindacalisti – perché ogni telefono sequestrato dimostra la bravura degli agenti, ma anche l’esistenza di una falla che va chiusa».

«La sicurezza penitenziaria non può essere affidata all’improvvisazione: servono tecnologia, organici e strumenti di contrasto all’altezza della situazione. La Polizia Penitenziaria deve essere messa nelle condizioni di prevenire, non soltanto di intervenire dopo che l’illecito è già entrato in carcere».

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