Airola, Centro Salute Mentale: la salute mentale non può restare un miraggio
La chiusura del presidio caudino interrompe i percorsi di cura e isola centinaia di famiglie, violando il fondamentale diritto costituzionale.
Il Comitato "Salute & Ambiente Airola e V.C.", per voce del suo Vicepresidente, l’Avvocato Domenico Forgione, solleva una ferma protesta contro la recente chiusura del Centro di Salute Mentale (CSM), un servizio essenziale che garantiva assistenza all’intero ambito territoriale. La decisione, maturata tra logiche di bilancio e inadeguatezze strutturali dei locali, ha costretto i pazienti al trasferimento in sedi distanti diversi chilometri. Questo smantellamento della sanità di prossimità sta privando le fasce più deboli della popolazione di un supporto vitale proprio nel cuore del comune campano, trasformando un presidio di civiltà in un simbolo di abbandono istituzionale.
Lo smantellamento di una struttura simile non rappresenta un semplice spostamento logistico ma un vero e proprio trauma per pazienti e familiari già duramente provati. La salute mentale richiede continuità relazionale e accessibilità territoriale, elementi che vengono meno quando la distanza fisica diventa una barriera insormontabile a causa di trasporti pubblici carenti. La scelta di chiudere il centro ignora il volto umano della sofferenza e trasforma la cura in un privilegio per pochi, condannando chi non ha autonomia negli spostamenti alla pericolosa interruzione delle terapie e alla cronicità della malattia.
L'articolo 32 della Costituzione definisce la salute come un diritto fondamentale, eppure la gestione della psichiatria territoriale sembra declassare i pazienti a cittadini di serie B. Nonostante gli allarmi globali sui disturbi psichici come sfida prioritaria del decennio, i tagli lineari continuano a colpire i servizi di prossimità nel Sannio. La desertificazione sanitaria in corso trasforma i piccoli centri in dormitori privi di servizi essenziali, smentendo nei fatti ogni proclama politico sull'integrazione sociale e sulla lotta allo stigma che circonda ancora oggi il disagio mentale.
La comunità locale attende risposte concrete, ma l'ultimo consiglio comunale non ha indicato termini certi né strategie per il ripristino del servizio ad Airola. Il silenzio delle amministrazioni e l'incapacità di garantire locali idonei riflettono un fallimento sociale che non può essere giustificato da calcoli burocratici. Il Comitato, guidato dal Vicepresidente Forgione, si schiera al fianco delle famiglie organizzate per difendere la propria dignità, annunciando nuove mobilitazioni per chiedere che la salute mentale torni a essere un pilastro radicato nel territorio e non una voce sacrificabile del bilancio sanitario regionale.