Airola, Borriello: «Adesso basta, serve sfiduciare il Sindaco»

L’attivista civico chiede il commissariamento: «Prima il paese. Poi tutto il resto. Dobbiamo cominciare adesso»

01 settembre 2026 15:28
Airola, Borriello: «Adesso basta, serve sfiduciare il Sindaco» -
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«Adesso basta». È questo l’incipit dell’intervento di Raimondo Borriello, attivista civico, che torna a puntare i riflettori sulla situazione politica e amministrativa di Airola chiedendo un cambio di passo radicale.

Nel suo intervento, Borriello si rivolge direttamente a chi siede in Consiglio comunale e continua a dichiarare il proprio amore per la città. La richiesta è netta: assumersi una responsabilità politica e arrivare alla sfiducia del sindaco.

«Se davvero il paese viene prima delle appartenenze, delle convenienze e delle poltrone – sostiene Borriello – allora è arrivato il momento di assumersi una responsabilità: sfiduciare il Sindaco».

Secondo l’attivista, non ci sarebbe più spazio per ulteriori giustificazioni, promesse o silenzi. La parola d’ordine è ripartire da zero.

«Serve azzerare tutto e ripartire», afferma, indicando nel commissariamento «l’unica strada credibile» per restituire ad Airola un’amministrazione, a suo giudizio, libera dalle logiche di parte e creare le condizioni per una nuova ripartenza.

Borriello lancia quindi un appello a chi siede tra i banchi del Consiglio comunale: «Chi dice di amare Airola lo dimostri con un atto concreto. Prima il paese. Poi tutto il resto».

Nel mirino c’è anche il modo di amministrare la città. «Continuare così non significa governare – scrive – significa soltanto rinviare l’inevitabile».

Ma, nel ragionamento dell’attivista, la responsabilità non sarebbe soltanto di chi amministra. «È anche nostra», sottolinea, chiamando direttamente in causa i cittadini.

Da qui parte una seconda parte dell’intervento, dedicata alla necessità di una maggiore partecipazione civica. «Il presente e il futuro di Airola dipendono da noi», afferma Borriello, invitando i cittadini a non essere più spettatori e a non accettare ciò che ritengono inaccettabile.

L’appello è a superare anche la logica delle appartenenze: «Non confondere la fedeltà a una parte con l’amore per la propria comunità».

Borriello parla quindi di una «rivoluzione delle coscienze», precisando che non si tratta di una contrapposizione personale o di uno scontro contro qualcuno, ma di una mobilitazione «civile, democratica, pacifica».

«Una città cambia davvero quando cambiano le coscienze dei suoi cittadini», sostiene, indicando nella capacità di parlare, chiedere risposte e scegliere il bene comune i presupposti per modificare il futuro della comunità.

«Il futuro di Airola non è scritto. Possiamo ancora cambiarlo. Ma dobbiamo volerlo. E dobbiamo cominciare adesso».

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