Addio a Domenico, il Piccolo Guerriero
Domenico non era solo un figlio, era diventato il figlio di tutti.
L'Italia si risveglia con il cuore spezzato. Domenico non ce l’ha fatta. Quel "piccolo guerriero" che per mesi ha stretto i pugni contro un destino troppo severo, ha smesso di lottare nelle ultime ore, lasciando un vuoto che nessuna parola potrà mai colmare.
Le sue condizioni si sono aggravate in modo irreversibile, spegnendo quella fiammella di speranza che mamma Patrizia aveva alimentato con una forza sovrumana. Stamattina, in quel corridoio d’ospedale dove il tempo sembrava essersi fermato, non c’erano solo i medici. C’era il silenzio di una città intera e la carezza del Cardinale Mimmo Battaglia, che ha accompagnato il piccolo nel suo ultimo viaggio con l’estrema unzione.
Domenico non era solo un figlio, era diventato il figlio di tutti. La sua storia, segnata dal trapianto e da una resistenza che sfida le leggi della medicina, ci ha ricordato quanto possa essere fragile la vita e, allo stesso tempo, quanto possa essere immenso il coraggio di un bambino.
Mamma Patrizia lo chiamava il suo guerriero. E Domenico ha onorato quel nome fino all’ultimo respiro, insegnandoci che non conta quanto sia lunga la strada, ma l’amore che vi si semina sopra.
Oggi il cielo sopra Napoli è un po’ più pesante, ma c’è una stella in più che brilla. Una stella che non soffre più, che ha posato lo scudo e che, finalmente, può correre leggera.