Abitudini alimentari dei bambini: l'indagine dell'Asl di Avellino

L'indagine dell'Asl Avellino su 702 alunni rivela luci e ombre: bene lo sport e l'acqua, ma verdura e colazione sana restano una sfida.

21 luglio 2026 20:45
Abitudini alimentari dei bambini: l'indagine dell'Asl di Avellino -
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Diffondere stili di vita corretti fin da piccoli, a partire da quello che portiamo a tavola, è una sfida possibile e con questo spirito, nel corso dell’anno scolastico appena terminato, l’Asl Avellino ha condotto un’indagine sui bambini delle scuole primarie della provincia nell’ambito di «Sano oggi, forte domani», il progetto promosso dal Dipartimento di Prevenzione attraverso il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, in linea con gli obiettivi del Piano Regionale della Prevenzione, volto a monitorare e analizzare nel dettaglio le abitudini alimentari e motorie dei nostri bambini. I dati sono stati raccolti grazie alla somministrazione di un questionario a 702 alunni di età compresa prevalentemente tra i 7 e i 10 anni, appartenenti a 29 plessi scolastici della provincia di Avellino, con una partecipazione che ha visto una distribuzione equilibrata tra bambine (50,8%) e bambini (49,2%). I questionari sono stati compilati ed elaborati in occasione di incontri mirati condotti direttamente nelle classi dagli esperti del SIAN che, attraverso dinamiche ludiche e interattive, hanno saputo coinvolgere i più piccoli sull’educazione alimentare e la necessità di adottare stili di vita corretti fin dalla giovane età.

Dall'analisi complessiva emergono aspetti incoraggianti ma anche importanti campanelli d'allarme, in particolar modo sul consumo di frutta, verdura e sulla qualità nutrizionale dei primi pasti della giornata. Il primo dato incoraggiante riguarda la colazione, che l'83,8% degli alunni dichiara di fare regolarmente, sebbene resti un 15,8% di bambini che salta questo pasto. Più critico è il contenuto della colazione: solo il 34,8% associa latte con biscotti o cereali in una combinazione più equilibrata, mentre il 23,5% si limita al solo latte o tè, quasi un bambino su cinque (18,8%) fa colazione con sole brioche o merendine confezionate e la frutta compare appena nel 6,6% dei casi. Il 74,2% dei bambini fa lo spuntino di metà mattina, ma si registrano criticità sulla composizione della merenda: al primo posto ci sono gli snack dolci o salati confezionati (34,6%), seguiti da panino farcito (24,4%) e brioche o merendine (22,6%), mentre la frutta, alimento che dovrebbe essere protagonista della ricreazione, è scelta solo dal 16,1% degli alunni, superata anche dal succo di frutta o tè (13,8%). Lo stesso schema si ripete nel pomeriggio, dove l'82,1% degli intervistati fa merenda ma prevalgono snack dolci/salati (26,1%) e brioche o torta (23,2%), con la frutta relegata al 16,5% delle scelte. A pranzo, il 56,7% degli alunni consuma un pasto completo (primo, secondo, contorno e frutta), ma un consistente 35,9% si limita al solo primo piatto, dato che suggerisce tempi ristretti o abitudini di consumo poco strutturate, probabilmente legate ai ritmi della giornata scolastica; la cena mostra un quadro leggermente diverso con il 38,2% di pasti completi, il 32,2% di soli secondi e il 24,1% di soli primi, apparendo complessivamente più bilanciata tra le diverse componenti rispetto al pranzo. I dati più preoccupanti riguardano il consumo di frutta e verdura: se il 43,4% degli alunni dichiara di mangiare frutta ogni giorno (dato comunque migliorabile rispetto alle raccomandazioni delle Linee Guida per una Sana Alimentazione), la situazione della verdura è decisamente più critica, dato che solo il 26,6% ne consuma quotidianamente mentre un allarmante 18,1% dichiara di non mangiarne mai, confermando quanto la verdura resti l'alimento più difficile da inserire stabilmente nella dieta dei bambini e indicando con chiarezza dove concentrare i futuri interventi educativi. Sul piano della convivialità, l'82,9% degli alunni mangia insieme alla propria famiglia, confermando il valore ancora centrale del pasto come momento di condivisione, ma quasi un bambino su cinque (19,4%) dichiara di guardare la televisione durante i pasti e un 6,7% utilizza il telefonino a tavola, comportamenti che la letteratura scientifica associa a una minore percezione della sazietà e ad abitudini alimentari meno consapevoli.

Un dato positivo riguarda le bevande consumate durante i pasti, dato che l'84,9% dei bambini beve acqua (un risultato che va sottolineato e valorizzato), anche se resta una quota non irrilevante del 13,2% che dichiara di bere abitualmente bibite gassate durante i pasti principali. Sul fronte dell'attività motoria il quadro è incoraggiante: il 76,6% degli alunni pratica sport con regolarità, il 12% saltuariamente e solo l'11,4% dichiara di non praticarne affatto. Gli sport più diffusi sono il calcio, la danza e il nuoto, seguiti da karate e pallavolo, a conferma di un buon radicamento della cultura sportiva tra i più piccoli.

«Questi risultati costituiscono una base concreta per orientare le prossime attività di educazione alimentare nelle scuole della provincia – spiega il Direttore Generale dell’Asl Avellino, Maria Concetta Conte - nell'ambito del percorso promosso dall’Azienda, con l’obiettivo di cementare la collaborazione con la scuola anche per l’anno scolastico».

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