34 anni da Capaci: il ricordo di Falcone e dei ragazzi della scorta
Dalla Questura di Benevento alle nuove docu-serie, l'Italia si stringe attorno al sacrificio delle vittime della mafia.
Oggi, 23 maggio 2026, la Polizia di Stato e l'associazione Libera hanno commemorato a Benevento il trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci, l'attentato mafioso in cui nel 1992 persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo insieme agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, per rinnovare l'impegno civile e la cultura della legalità in tutto il territorio nazionale. La cerimonia odierna, culminata con la deposizione di fiori davanti alla lapide dei caduti nella Questura del capoluogo sannita, si inserisce in un fitto programma di manifestazioni che ha coinvolto anche la provincia, dimostrando come la memoria di quel tragico spartiacque storico sia ancora vivida e condivisa.
Il questore di Benevento, Giovanni Leuci, è intervenuto anche nella giornata di ieri a Montesarchio durante un incontro con i giovani inserito nei percorsi di legalità, sottolineando l'alto valore costituzionale del servizio svolto dagli agenti del servizio scorte. Nel suo discorso, il Questore ha ricordato come il sacrificio di questi uomini e donne rappresenti un pilastro fondamentale per la difesa delle istituzioni democratiche del Paese. L'omaggio ai caduti diventa così non solo un atto di dolorosa memoria, ma un monito quotidiano per le nuove generazioni a non abbassare mai la guardia nella lotta contro ogni forma di criminalità organizzata.
Questo profondo legame tra le istituzioni e il ricordo dei suoi servitori ha trovato quest'anno il massimo riconoscimento solenne da parte del Capo dello Stato. In occasione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il Presidente della Repubblica ha infatti conferito la Medaglia D'Oro al Merito Civile alla Bandiera del corpo. La motivazione sottolinea l'abnegazione silenziosa e quotidiana delle donne e degli uomini impiegati nei servizi di tutela, capaci di vigilare sulla sicurezza delle personalità a rischio fino all'estremo sacrificio della propria vita per garantire il libero esercizio della democrazia.
Per mantenere vivo il valore umano e storico di questi eroi del quotidiano, la memoria si affida ora anche al linguaggio visivo con il ritorno della docu-serie intitolata I Ragazzi delle Scorte. La coproduzione, nata dalla collaborazione tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e il Ministro per lo Sport e i Giovani, si arricchisce di due nuovi episodi intitolati Rocco e Giuseppe- Ragazzi d’altri tempi e Agostino, mio padre. Questi documentari scelgono di rimettere al centro le storie personali e i legami familiari troncati dalle stragi di Capaci e Via D'Amelio, esplorando l'eredità emotiva e il peso che quegli attentati continuano a esercitare sul presente della nostra società.