16enni indagati per bullismo su un disabile: "Nessuno lo ha difeso", hanno detto i genitori

Violenze ripetute a scuola contro un minorenne fragile: scatta la denuncia dei genitori e l'interrogatorio dei Carabinieri

02 agosto 2026 08:25
16enni indagati per bullismo su un disabile: "Nessuno lo ha difeso", hanno detto i genitori -
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All'interno di un istituto scolastico della provincia di Modena, due sedicenni hanno ripetutamente aggredito e perseguitato un compagno di scuola minorenne affetto da disabilità, provocandogli lesioni fisiche e traumi psicologici finché i genitori della vittima non si sono rivolti ai Carabinieri per sporgere denuncia.

I due giovani sono ora ufficialmente indagati dalla Procura per i minorenni con le gravi ipotesi di reato di lesioni personali e stalking aggravato. Le indagini condotte dalle forze dell'ordine hanno portato alla luce una sconcertante sequenza di episodi di bullismo e discriminazione, consumati sistematicamente tra le mura scolastiche nell'arco di almeno due mesi. Un lasso di tempo in cui la vittima è stata sottoposta a un clima di costante terrore e sopraffazione.

Le violenze non si limitavano ad insulti o derisioni, ma sfociavano regolarmente in aggressioni fisiche di estrema gravità. Gli indagati sono accusati di aver colpito il giovane con schiaffi e pugni, arrivando persino a ferirlo in diverse parti del corpo con la punta metallica di una matita arroventata con un accendino. In un'occasione particolarmente cruenta, gli hanno conficcato la matita riscaldata nella gamba e nel collo, causandogli ferite giudicate guaribili in quindici giorni.

Di fronte ai militari dell'Arma, durante l'interrogatorio di garanzia, uno dei ragazzi coinvolti ha ammesso le proprie responsabilità manifestando pentimento per non essere intervenuto a fermare gli abusi. La sua ammissione ha confermato il quadro ricostruito dagli investigatori, evidenziando non solo la ferocia degli atti commessi, ma anche l'assenza di qualsiasi reazione di difesa o di solidarietà verso la compagna di classe in difficoltà.

L'episodio ha sollevato profonda indignazione nella comunità locale e riaperto il dibattito sulla sicurezza e sul monitoraggio degli studenti all'interno degli istituti scolastici. Spetterà ora alla magistratura minorile determinare le responsabilità individuali e adottare le misure cautelari o rieducative più idonee per i due indagati, mentre la famiglia della vittima attende che venga fatta piena giustizia per le sofferenze patite dal figlio.

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